Assetto urbanistico e viabilità

La città deve essere a misura d’uomo. La città non rappresenta solo uno strumento di lavoro, ma anche di crescita sociale, culturale, umana, in cui la dignità del suo abitante ne deve uscire indenne. L’aggregato urbano cesenate ruota attorno al suo centro storico - uno spazio di 1200 mt di lunghezza e 600 di larghezza - motore di tutto il sistema sociale, eppure, sussistono ancora molti squilibri al suo interno  quali, per esempio, la mancanza di  punti di valorizzazione (negozi …)  per  rivitalizzare parti  dello     stesso.

Lo stesso dicasi per la periferia, soprattutto quella più distante e destinata ad espandersi sempre più . Il comprensorio periferico di Cesena deve poter essere vissuto, nelle sue aggregazioni più significative (frazioni) in maniera quasi autonoma, onde trasmettere ai suoi abitanti la certezza che vivere in periferia non vuol dire vivere lontano dai servizi utili. Un quartiere di periferia deve, formare, per quanto possibile un’ unità completa.

CESENA oggi

L’attuale piano regolatore si è dimostrato inadeguato per lo sviluppo della nostra città. La normativa si è rivelata inapplicabile, in particolare la perequazione e gli indici stabiliti non permettono la costruzione di strutture idonee alle attività produttive. L’ERP, così come previsto, ha comportato il congelamento di aree per l’edilizia economica e popolare ed oggi in pratica non vi è disponibilità di tali aree. Il PRG va profondamente rivisto; deve essere varato un piano straordinario per mettere a disposizione dell’edilizia economica e popolare e dell’autocostruzione aree a basso costo.

 

All’interno di questa visione le nostre linee programmatiche debbono portare alla concretizzazione alcuni punti ritenuti essenziali  per il Centro storico:

ü Valorizzare tutte quelle attività ( commerciali, artigianali) che possano rivitalizzare parti dello stesso che, attualmente, presentano poca o nulla vitalità.

ü Identificare e riqualificare luoghi che possano, opportunamente ristrutturati, diventare punti di riferimento per quel periodo della giornata o della settimana quando la città, chiuse le attività commerciali, sembra che cessi di vivere (Mercato annonario, Corte Dandini, Palazzo Guidi …  );

ü Riorganizzare aree destinate a parcheggio senza deturpare il volto storico e artistico del centro storico;

ü  Pensare all’aspetto legato alla presenza del mondo universitario come un’occasione di crescita globale, rendendo più agevole la presenza degli studenti (campus, punti di aggregazione …) anche attraverso la realizzazione di progetti utili alla comunità con il coinvolgimento delle stesse facoltà universitarie.       

e per La Periferia:

ü Incentivare la costruzione di nuovi quartieri sul “Modello Cervia”  (piccoli centri abitati con un massimo 1000, 1500 persone) che gravitano attorno ad una piazza servita da punti utili (esercizi pubblici…) per facilitare l’autonomia necessaria alla vita quotidiana;

ü Facilitare l’autocostruzione all’interno di insediamenti coerenti con il piano urbanistico definito; 

ü Invitare, incentivandole, le realtà industriali, bisognose di mano d’opera, a costruire foresterie per i lavoratori extracomunitari o non residenti nel cesenate.

VIABILITA’ E PARCHEGGI

Risulta evidente come certe scelte operate nell’ambito della viabilità, dalla presente amministrazione, stiano creando un rapporto conflittuale con gli abitanti di certe zone, quartieri urbani, e la stessa amministrazione. Deve essere evitato l’attraversamento della città lungo le vie parallele alle mura storiche. Il polo ospedaliero, tanto per citare un esempio, è un modello  degradato, dal punto di vista della viabilità e dei parcheggi, tanto da creare forti disagi ai cittadini.. E’ nostro parere, quindi,  condizionare il flusso delle auto attraverso sistemi di democrazia condivisa, ascoltando il parere e le osservazioni degli abitanti interessati ad eventuali modifiche e decidere solo successivamente cercando di coniugare i diversi interessi. Non meno importante è la Viabilità pedonale per la quale occorre pensare e progettare itinerari che garantiscano la sicurezza delle pedoni e una sana  qualità dell’aria lungo i percorsi.

 Punti di programma – Viabilità cittadina e parcheggi 

ü Modulare la viabilità da e verso il centro storico in funzione delle necessità commerciali, lavorative in genere e municipali, salvaguardando la presenza di un isola pedonale che faciliti lo spostamento dei pedoni per il godimento della città nelle sue parti più significative

ü Costruire il parcheggio sotterraneo in Piazza della Libertà, nel pieno rispetto del patrimonio storico-archeologico che potrebbe riaffiorare con gli scavi.

ü Auspichiamo che lo spazio del piazzale Aldo Moro, utilizzato in un prossimo futuro per costruire un parcheggio multipiano, possa soddisfare, finalmente, le esigenze dei residenti, dei pendolari che utilizzano le FFSS e di insegnanti e studenti universitari che usufruiscono dei poli scolastici presenti.

ü Definire in maniera determinata il problema parcheggi dell’ospedale, liberando gli spazi antistanti che sono, paradossalmente per l’istituzione ospedaliera, continua fonte di inquinamento atmosferico. Costruire un parcheggio multipiano sotto l’altura su cui si trova, attualmente, il parcheggio a pagamento, con la possibilità di  triplicare  il numero dei posti auto;

ü Rimodulare il rapporto tra parcheggi a pagamento e quelli gratuiti.   

Il problema dei parcheggi pubblici in centro storico ha raggiunto livelli di ingestibilità tali da rendere necessario un intervento che possa regolamentarne una corretta fruibilità. Il numero delle autorizzazioni (bollini per i residenti) è più elevato rispetto alla effettiva  ricettività dei parcheggi in oggetto; si offre un servizio scadente ed in alcuni casi inesistente. Si tenga presente che,  in diversi periodi dell’anno,  molti posti auto vengono a “mancare” in quanto tale spazio viene utilizzato per fiere e manifestazioni pubbliche. Occorre quindi razionalizzare l’uso dei medesimi, privilegiando le necessità dei residenti del centro storico, prevedendo, per loro, parcheggi personalizzati.

Per quanto riguarda la viabilità periferica occorre: 

ü Realizzare le arterie già progettate Nord-Est con la circonvallazione di Calabrina e la bretella Calabria Bis – PRG85 -  (dall’incrocio di via Assano e via Gutro al casello autostradale), collegata alla Cervese tramite il sottopasso autostradale già esistente e non utilizzato 

ü Modulare il traffico in funzione degli spostamenti (verso il centro o dalla periferia alla periferia) realizzando parcheggi scambiatori (Ippodromo, Montefiore) con un valido sistema di navette da e per la città 

ü Progettare nuovi comparti viari a monte del Ponte Vecchio, in zona Borgo Paglia, per dirottare fuori città il traffico proveniente dalla Valle del Savio e diretto verso Rimini.

ü Considerare anche la viabilità minore dato che il 50% della nostra popolazione vive in periferia, in particolare tutto il reticolo di strade consorziali, con una estensione di circa 100 chilometri, e vicinali di uso pubblico per 200 chilometri. Va previsto un piano quinquennale per il passaggio al Comune delle strade consorziali e una maggior manutenzione delle vicinali.

… per quanto riguarda gli itinerari pedonali , occorre: 

ü Identificare nella prima periferia dei percorsi idonei allo scopo e che non siano frequentati da auto o moto

ü Realizzare tracciati dove l’elevato indice di verde sia una costante. 

Sicurezza stradale  

Sono troppe le vittime della strada (pedoni e ciclisti) vittime di un sistema viario che incoraggia la confusione e la velocità. A partire dalle vie a più alta densità abitativa e dall’indice di percorrenza dei mezzi, è urgente porre mano al situazione vigente, installando sistemi automatizzati per controllare la velocità e per assicurare ai pedoni l’incolumità.

Realtà archeologica ed esigenze dei cittadini

Quando si parla di realizzare interventi edili, sia nuovi che di restauro, all’interno del perimetro della città, spesso l’aspetto storico della stessa passa in secondo ordine per poi doverlo affrontare con tutta una serie di “stop ai lavori” perché emergono gli inequivocabilmente reperti archeologici. Parlare, quindi di parcheggi interrati nel centro storico, con i termini con cui  se ne è parlato fino ad ora, equivale a stabilire, senza ombra di dubbio, che si debba procedere alla distruzione del patrimonio storico e culturale che è nel sottosuolo. E’ anche vero che non si può rimanere paralizzati per via dell’eredità storica, ma più che distruggere occorre valorizzare in situ ciò che emerge nel corso dei lavori. Se ciò che emerge ha veramente valore storico-archeologico,  occorre conformare i nuovi progetti alla realtà archeologica e creare al contempo percorsi culturali che non possono che far bene al turismo.

Scavi di Piazza Fabbri 

La realizzazione del parcheggio interrato ha causato la definitiva perdita del sito della Domus Romana e un danno culturale perpetrato nei confronti della cittadinanza presente e futura.

L’esperienza riminese della Domus del chirurgo, al contrario, è diventata una attrazione internazionale con grande beneficio del comparto turistico e commerciale riminese.

Secondo la nostra visione, i punti del programma sono:

-          pensare al patrimonio archeologico non come un fastidio, un impaccio, ma come una ricchezza che va armonizzata con le necessità di incrementare il turismo in città, creando percorsi culturali che dovranno interessare tutto il nostro patrimonio storico partendo dalla centuriazione romana giungendo fino alla Biblioteca Malatestiana, vero gioiello della nostra città.

Legata a questa visione è l’opportunità di coinvolgere giovani studenti di adeguata cultura a diventare, occasionalmente o meno, guide turistiche  per i turisti.

 

 

     Programma per Cesena

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