Il sistema economico e produttivo
Il tessuto economico del comune di Cesena è caratterizzato da una rete di piccole e medie aziende principalmente a conduzione familiare (vi sono alcune eccezioni costituite da grandi aziende di dimensioni nazionali ed internazionali) ed è molto sviluppata anche la cooperazione, in particolare nel settore agro-alimentare e nel sociale per i servizi alla persona.
L’agricoltura vive un periodo di transizione e di trasformazione dovuto alla riduzione degli addetti in età lavorativa. Fino a pochi anni fa la nostra agricoltura, caratterizzata da una maglia poderale di piccole dimensioni (3-4 ha) riusciva ad essere competitiva per l’alta specializzazione raggiunta nella fragolicoltura e nella coltivazione delle drupacee, pesche, nettarine, albicocche e susine , specializzazione ottenuta anche grazie alla presenza dell’Istituto Sperimentale di Frutticoltura. Purtroppo, attualmente, il margine economico derivante dall’agricoltura si è alquanto ridotto in quanto i prezzi non sono remunerativi, inoltre la presenza di alcune patologie come la sharka hanno intaccato pesantemente il patrimonio peschicolo e indotto molti giovani a lasciare il lavoro in agricoltura. Conseguentemente si è ridotta la superficie coltivata e con essa anche tutto l’indotto che l’ ortofrutta generava nel nostro territorio. La formazione del prezzo, produzione-consumo, non tiene conto dei costi di produzione sostenuti dal coltivatore ed anche le strutture cooperative di cui il nostro territorio era ricco non riesce a remunerare i propri soci con prezzi adeguati, in quanto sono la logistica e la distribuzione che determinano il prezzo d’acquisto .
Nel settore agro-alimentare abbiamo alcune strutture di rilievo nazionale che sono in continuo sviluppo e che, fortunatamente, hanno assorbito parte di quella manodopera inutilizzata del settore ortofrutticolo e dell’indotto che esso generava.
Per accompagnare la trasformazione in atto, l’amministrazione comunale non ha molte deleghe, ma può intervenire coordinando iniziative a supporto del settore.
C’è necessità di un riaccorpamento aziendale per coloro che hanno comunque deciso di rimanere in agricoltura e di aumentare la maglia poderale per evitare il ristoppio e favorire una buona rotazione degli impianti frutticoli.
Il territorio rurale, caratterizzato dalla centuriazione romana ottimamente conservata nell’arco dei secoli, va valorizzato col turismo accompagnato da iniziative di vendita diretta dei prodotti locali.
L’integrazione tra attività agricola e agriturismo deve essere di sostegno all’attività rurale e favorire e stimolare il consumo non solo delle produzioni aziendali ma anche dei piatti tipici locali.
Un capitolo particolare merita l’uso dell’acqua del Canale Emiliano Romagnolo. Da alcuni anni l’asta principale attraversa il nostro territorio ma ancora poche aziende ne utilizzano l’acqua, causa la mancanza della rete secondaria di distribuzione. A tal proposito il Comune può affiancare il Consorzio di Bonifica nella presentazione di progetti in Regione.
In materia urbanistica il Comune può e deve favorire la ristrutturazione dei proservizi che sono stati costruiti nel tempo con materiali di recupero e coperti magari con eternit. Se questi così detti capanni sono regolari, deve essere permesso, se richiesto, un accorpamento in unico fabbricato per renderlo più funzionale alle mutate esigenze. La demolizione e ricostruzione del fabbricato colonico nel rispetto delle superfici acconsentite, dovrebbe potere essere posizionato in un posto diverso dal precedente.
Riteniamo che in questi anni vi sia stato una sviluppo delle strutture commerciali di grandi dimensioni più che sufficienti per l’utenza del nostro territorio. Vi può essere ancora spazio per alcune strutture di quartiere o di frazioni per dotarle di loro servizi autonomi.
L’insediamento di ipermercati e supermercati all’interno della cerchia cittadina ha portato ad un radicale cambiamento delle abitudini dei cittadini poiché queste strutture sono diventate oggi la “piazza”, con il conseguente depauperamento del centro storico che sta subendo una grande trasformazione in quanto è sempre più abitato da anziani ed immigrati per cui si rendono necessari interventi per rivitalizzarlo stimolando i cesenati, in particolare i giovani, a riappropriarsene.
Ci sembra che anche il dibattito in corso sulla riconsiderazione del centro storico dimostri la necessità di programmare un intervento risolutore delle problematiche esistenti. Si è detto che nell’ultimo anno sono aumentati gli insediamenti, ???questo non significa che il settore vada bene, visto che la longevità delle nuove aziende è piuttosto breve e che anche negozi storici chiudono i battenti. Noi riteniamo che i migliori esperti dei lori problemi siano gli esercenti, commercianti e artigiani, che con le loro organizzazioni siano coinvolti in un processo che porti a soluzioni condivise da adottare dall’Amministrazione Comunale.
Il foro annonario è uno dei grossi problemi che le ultimi Amministrazioni del nostro Comune non sono riuscite a risolvere, nonostante la profusione di notevoli risorse. Ultimamente al bando per un project-financing la logica è quella di creare il super mercato del centro storico, ha concorso un raggruppamento di imprese. Noi riteniamo che nella concezione moderna di un centro commerciale non si possa prescindere da tre elementi essenziali: 1) viabilità adeguata, 2)parcheggi per i clienti, 3) spazi adatti allo scarico delle merci. Tutti questi prerequisiti sono assenti nel contesto in cui si trova ora il foro annonario.
Se i prerequisiti sono essenziali, come noi riteniamo, non resta che prenderne atto e prevedere lo spostamento in altra zona idonea, che indichiamo nell’area prospiciente l’Istituto Lugaresi, dove potrebbe essere realizzato un parcheggio confacente alle esigenze della zona, in sostituzione di quello previsto in zona Osservanza; con l’obbligo di salvaguardare e tutelare il paesaggio. L’individuazione della zona del Lugaresi è puramente indicativa, in quanto, in accordo con gli operatori del settore, si possono considerare altre soluzioni.
Lo spazio del foro annonario, liberato dal mercato, può essere meglio valorizzato per creare quella piazza in chiave moderna che le Amministrazioni che si sono succedute hanno sempre cercato e non hanno mai trovato (ricordiamo i tentativi per rivitalizzare Piazza del Popolo). In questo nuovo spazio, opportunamente ristrutturato, potrebbero trovare sistemazione negozi di qualità, servizi alla persona e in particolare attività di intrattenimento per i giovani utilizzando moderne tecnologie e creando un centro di aggregazione, contiguo a Piazza del Popolo, al fine anche di rivitalizzare la piazza stessa.
Alcune iniziative si rendono necessarie per tutto il comparto imprenditoriale. Le scelte fatte con il nuovo piano regolatore penalizzano enormemente le aziende che hanno bisogno di ampliare le loro attività. In pratica le attuali norme non sono applicabili e ciò causa enormi ritardi per la nostra economia e in un periodo come l’attuale è inaudito che centinaia di milioni di euro di investimenti già programmati non si possano utilizzare perché mancano le autorizzazioni necessarie da parte dell’Amministrazione Comunale. Le aree urbanizzabili, ma anche le singole concessioni, sono caricate di oneri impropri che fanno lievitare notevolmente i costi di costruzione per cui si rende necessario avere norme chiare e inderogabili.
Il credito è uno dei fattori principali per superare l’attuale crisi. Gli Istituti locali, di cui il territorio è ricco, hanno preso iniziative in questa direzione. Tali iniziative sono certamente lodevoli anche se insufficienti. A nostro avviso vanno rinforzati con mezzi adeguati i Consorzi Fidi e le Cooperative di garanzia già presenti sul territorio che hanno dimostrato serietà e capacità nella loro attività. Il Comune dovrebbe stanziare ulteriori fondi per dotare di maggiori mezzi tali strutture, mettendole in grado di dare una risposta immediata alle necessità delle imprese.
Il Comune, negli ambiti consentiti dalle normative vigenti, deve coinvolgere maggiormente le aziende locali nella assegnazione di lavori pubblici, affinché la ricchezza prodotta rimanga nel territorio.