Politica sanitaria locale

Il SSN è una ricchezza per il Paese ed è da salvaguardare e promuovere  nell'interesse dei cittadini. Nella nostra realtà locale sono stati raggiunti ottimi livelli professionali e assistenziali, che è necessario sviluppare ulteriormente.

Occorre che l’assemblea dei Sindaci si riappropri dei compiti istituzionali che le competono, che sono quelli di indirizzo e di controllo della politica sanitaria locale.

E’ necessario  armonizzare le scelte regionali con le esigenze locali, al fine di evitare che vengano applicate in maniera quasi acritica le direttive regionali, spesso in contrasto con le esigenze locali.

Gli obiettivi di miglioramento sono:

ü la definizioni di percorsi funzionali per l’accesso ai servizi di diagnosi e di cura al fine di evitare al Paziente disorientamento, perdita di tempo, inappropriatezze e ritardi nella diagnosi e nella terapia;

ü il potenziamento dei servizi di rianimazione nell’ambito del Trauma center e delle specialità medico-internistiche;

ü la promozione di un rapporto più funzionale fra ospedale e territorio al fine di garantire al Paziente la continuità assistenziale;

ü il potenziamento della dotazione di personale paramedico nelle strutture ospedaliere e nei servizi  a gestione infermieristica nel territorio in collegamento coi medici di Medicina generale e con le strutture ospedaliere. 

Le liste di attesa 

Le lunghe liste d’attesa, criticità presente in tutti i sistemi sanitari avanzati, rappresentano un aspetto di disfunzione del SSN in grado di suscitare disagi nei cittadini e difficoltà operative nei professionisti della sanità.

La soluzione del problema delle liste di attesa deve prevedere un  concerto di iniziative: 

ü la promozione dell’appropriatezza nelle richieste degli esami e dei trattamenti;

ü l’adeguato investimento delle risorse per aumentare l’offerta soprattutto nelle aree assistenziali  critiche sia da parte della AUSL che  delle strutture private accreditate;

ü la promozione di un osservatorio permanente composto da cittadini e da operatori sanitari (medici e infermieri) per monitorare i bisogni della cittadinanza e colmare carenze e disfunzioni.  

Area vasta Romagna (AVR)  

Il progetto di AVR è nato con l’obiettivo di distribuire le diverse funzioni specialistiche di eccellenza fra le AUSL romagnole garantendo una rete di collaborazione operativa e al contempo il mantenimento di alti livelli assistenziali nelle singole AUSL e negli Ospedali in tutte le aree specialistiche. Non meno importante è l’obiettivo di AVR di razionalizzare la spesa sanitaria e di contenere il consumo di risorse.

Allo stato dei fatti alcune scelte appaiono contraddittorie o non chiare:

ü il trasferimento della centrale del 118 a Ravenna appare contraria ad ogni logica di funzionalità dal momento che il Trauma center è a Cesena;

ü alcune specialità nate a Cesena sono state trasferite in altre AUSL;

ü riteniamo si debba ripensare al trasferimento e alla concentrazione dei servizi di laboratorio e di anatomia patologica in un’unica sede a Pievesestina  in quanto non economicamente vantaggiosi.

 

   Programma per Cesena

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