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Il Programma
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Cesena - "Il Fontanone" (Fontana del Masini) Avvertenza: il programma del partito prevede i seguenti 12 punti. Cliccando su ognuno di ELEZIONI AMMINISTRATIVE 6–7 GIUGNO 2009 Premessa Le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del Sindaco che si terranno nella prossima primavera si svolgeranno in un contesto economico-politico completamente diverso da quello della precedente tornata elettorale. Dopo un ciclo economico positivo conclusosi alla fine del 2007, la situazione attuale è di recessione su gran parte del globo, la crisi finanziaria americana, frutto di una politica senza regole, solo ed esclusivamente volta a generare profitto immediato al di fuori di ogni comportamento etico e morale, ha coinvolto il mondo intero per effetto della globalizzazione economica realizzatasi negli anni recenti, la crisi finanziaria sta coinvolgendo pesantemente l’economia reale con effetti devastanti sui consumi e di conseguenza sull’occupazione. Non sarà una delle solite crisi cicliche che abbiamo superato dal dopo guerra ad oggi, alcuni economisti la collocano nella sfera delle grandi crisi che si manifestano ogni 70 anni, la nostra memoria corre al 1929-1932, periodo della grande depressione. Questa crisi arriva in un periodo di per sé difficile infatti la transizione all’euro, pur essendo stata una ottima intuizione, non è stata facile, il potere d’acquisto dall’entrata in vigore della moneta unica si è dimezzato e ne stanno soffrendo in particolare i pensionati, le famiglie mono-reddito, i giovani in cerca di lavoro. L’arrivo di questa crisi cancella posti di lavoro, speriamo che siano in numero contenuto. Il nostro territorio ha un tessuto economico di aziende solide: ci sono poche aziende di grandi dimensioni che sono anche leader di mercato nei loro settori, ed una moltitudine di aziende medie e in particolare piccole a conduzione familiare la quale può garantire una maggior flessibilità, così da poter superare la fase recessiva con minori danni. Nel nostro territorio c’è poi una forte presenza di banche locali, banche del territorio, che hanno sempre accompagnato le imprese e le famiglie nei loro investimenti e confidiamo che in questo particolare momento possano essere a sostegno dell’economia locale. In Italia, nella primavera del 2008, hanno avuto luogo le elezioni politiche anticipate, per la caduta del governo Prodi dovuta alla sua debolezza ed alle forti divisioni interne. L'abolizione del voto di preferenza ha permesso ai partiti la facoltà di nominare il nuovo parlamento creando una forte caratterizzazione bipartitica in nome del" voto utile" invocato dai maggiori partiti. Nonostante il centrodestra, vincitore delle elezioni, possa contare in parlamento su un’ampia maggioranza, i partiti permangono sulla contrapposizione frontale come se fossero ancora in campagna elettorale; essi insistono su una possibile distruzione reciproca e sembrano non recepire l'urgenza di un confronto responsabile. Maggioranza e opposizione, se avranno l'onestà di preoccuparsi del Paese, pur rimanendo nel ruolo loro assegnato dagli elettori, non potranno esimersi ancora a lungo dall'adottare una sana dialettica costruttiva per individuare soluzioni condivise in materia istituzionale, economica e sociale. A questo riguardo le elezioni presidenziali del 4 novembre scorso negli Stati Uniti d'America, ci hanno dato una grande lezione di democrazia al di là dei molti o pochi cambiamenti che porteranno sia in politica interna che estera. Non solo dunque la novità dell'elezione di un presidente afroamericano di prima generazione, Obama, democratico, primo presidente nero nella storia di quel paese, un presidente orgogliosamente americano (durante il suo primo discorso alla nazione da presidente, infatti, sventolavano bandiere americane e non di partito), ma soprattutto il riconoscimento da parte di McCain della vittoria del suo sfidante e il suo avere detto "da questo momento Obama è il mio Presidente"; e, ancora, l'immediato confronto sulla formazione del nuovo governo e sulle iniziative da adottare per superare la crisi in atto. La legge per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale prevede l’elezione diretta del Sindaco che ha notevoli poteri, compreso quello di scegliere i componenti della Giunta da proporre al Consiglio Comunale. Il Sindaco e la Giunta hanno competenze su tutta la parte amministrativa, mentre al Consiglio Comunale rimangono pochi compiti, fra cui i più importanti sono l’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo, i regolamenti in materia urbanistica. In pratica si è svilito il compito del Consiglio Comunale, massimo organo di rappresentanza popolare. Dalla prossima legislatura nel nostro comune non sarà più possibile eleggere i consiglieri di quartiere, non raggiungendo la popolazione del nostro comune i 100.000 abitanti. Noi crediamo che fare politica significhi mettere in atto ogni azione volta alla tutela e alla promozione dei diritti fondamentali della persona, all’attuazione di una pacifica e civile convivenza fra le persone ed al superamento e composizione dei conflitti insiti nella società. Crediamo sia giunto il tempo di consegnare la politica alla gente, a chiunque senta vivo l’ interesse di apportare il proprio contributo per affrontare e risolvere i problemi vissuti nel proprio ambito territoriale e per cercare di dare corpo ad idee e progetti che contribuiscano alla realizzazione del bene comune. La pubblica amministrazione, quale strumento dello Stato, ha come finalità quella di affrontare e risolvere i problemi dei cittadini, per questo vogliamo fare uscire la politica dai palazzi e portarla fra la gente che vive e lavora nel territorio comunale e che, perciò, più di qualunque altro, è capace di individuare i bisogni e di dare corpo alle aspirazioni che possono migliorare la vita dell’intera comunità. Solo un rapporto costante di reciprocità e interdipendenza fra amministratori e cittadini può consentire una reale partecipazione della gente alla gestione della cosa pubblica, cioè un reale coinvolgimento della società civile nel complesso formativo delle decisioni. Democrazia significa appunto assicurare la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e garantire ai “governati” la possibilità sia di eleggere e controllare i propri “governanti”, che sostituirli in modo pacifico. E’ essenziale quindi che la crescita della vita democratica prenda avvio dal tessuto sociale. Siamo convinti che per il fatto stesso che la comunità politica esiste in quanto rappresentativa della società civile, essa è tenuta a regolare i propri rapporti con essa secondo il principio della sussidiarietà; questo, legato al principio di solidarietà, è per noi la stella polare dell’azione politica. Esso va inteso nella sua corretta accezione secondo la quale, "né lo Stato, né alcuna società devono mai sostituirsi all' iniziativa e alla responsabilità delle persone e delle comunità intermedie in quei settori in cui esse possono agire, né distruggere lo spazio necessario alla loro libertà". Le iniziative sociali, quali il volontariato e la cooperazione, che hanno come finalità l'integrazione delle funzioni svolte dallo Stato, creano infatti per i cittadini concrete possibilità di presenza attiva e azione diretta; ora, dopo tante esperienze, riteniamo siano maturi i tempi in cui sussidiarietà e solidarietà possano essere esercitate attraverso una condivisione di poteri e responsabilità fra l'Ente pubblico e i soggetti organizzati della società civile (associazioni, aggregazioni, cooperative, ecc.). Vogliamo sia favorita una partecipazione diffusa e l'accesso di tutti a pubbliche responsabilità. I cittadini devono sentirsi parte del loro territorio e godere di tutte le opportunità sociali ed economiche che ne derivano, in un processo di sostegno e controllo reciproco per la difesa e la tutela dei diritti delle persone, delle risorse del territorio, dell'ambiente, delle istituzioni. Per la realizzazione di un buon governo non esiste la delega in bianco; gli eletti sono i rappresentanti dell’ intera comunità, amministrano un patrimonio che non appartiene a loro perciò essi, quando adottano delle decisioni che riguardano la vita pubblica devono confrontarsi seriamente con i diversi organismi della società civile e non basta il voto ogni cinque anni come forma di controllo, ma occorre mettere in atto dei meccanismi che consentano ai cittadini di essere dei controllori dell’ azione politica in itinere. I cittadini devono sentirsi parte del loro territorio e godere di tutte le opportunità sociali ed economiche che ne derivano, in un processo di sostegno e controllo reciproco per la difesa e la tutela delle persone, delle risorse del territorio, dell’ ambiente, delle istituzioni. La nascita di comitati spontanei di cittadini contro certe scelte adottate dall’ attuale Amministrazione comunale sono la spia della distanza tra amministratori e cittadini e di quanto il potere di pochi “specialisti della politica” sia sordo alla voce dei molti che subiscono le conseguenze di scelte non condivise. Noi diffidiamo dei “professionisti” della politica, crediamo invece nelle persone “prestate” alla politica che mettono a disposizione della comunità le loro risorse personali, le loro capacità e competenze, nella consapevolezza che la loro sia un’esperienza a tempo “determinato”. Essi saranno capaci di gestire il potere con spirito di servizio senza ricercare prestigio o vantaggi personali, meno soggetti alla corruzione politica e al perseguimento di interessi di parte e quindi più in grado di infondere fiducia nelle istituzioni. PARTECIPAZIONE E COESIONE SOCIALE Riteniamo che si debbano attivare strumenti di partecipazione popolare, affinché il tessuto associativo di ogni genere di cui è ricco il nostro territorio, ma anche i semplici cittadini, possano essere coinvolti nell’orientare le scelte dell’amministrazione comunale. Si potrebbe attivare un sistema di democrazia deliberativa, non vincolante ma di indirizzo per l’amministrazione comunale, prevista dalla statuto della Regione Emilia Romagna, organizzando forum deliberativi su singoli problemi di interesse comunale o anche zonali e, contemporaneamente, promuovere una sussidiarietà circolare fra le associazioni non profit del terzo settore facendo condividere potere e responsabilità. Il comune di Cesena è un’ azienda di servizi con un bilancio di 108 milioni di euro. I principali portatori di interessi (stakeholders) sono: i cittadini-clienti, i collaboratori-dipendenti ed i fornitori. I clienti sono 96.000, i dipendenti 650, i fornitori diverse centinaia. Si tratta dunque di una azienda importante che va organizzata utilizzando soluzioni moderne, secondo noi è necessario dotare il nostro comune di un piano strategico che abbia come missione la realizzazione del bene comune. Il piano strategico dovrà essere realizzato coinvolgendo i cittadini attraverso la costituzione di un forum deliberativo (a carattere consultivo, ma capace di coinvolgere direttamente i cittadini nelle scelte più importanti). Il bene comune non è la somma del bene dei singoli e neppure l’interesse generale in senso astratto, esso si concretizza piuttosto in un legame sempre più stretto fra gli individui e la società. La persona deve essere valorizzata nella condivisione degli obbiettivi; essa deve essere posta al centro dell’azione politica. La coesione sociale è un bene che non viene acquisito una volta per sempre, ma deve essere coltivato giorno per giorno con attenzione e parsimonia in quanto le insidie sono sempre in agguato. L’attuale crisi economica può essere un’ insidia se non è continuamente monitorata attraverso le istituzioni preposte al verificarsi di crisi, come il ricorso alla cassa integrazione da parte di aziende del territorio, o ancora peggio casi di licenziamenti, è necessario avere pronti strumenti di intervento concordati fra le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro coinvolgendo gli istituti bancari, specialmente quelli del territorio che generalmente sono più sensibili alle esigenze locali. Tensioni si possono creare fra immigrati e residenti nel ricorso ai servizi sociali del Comune, se non ben regolamentati, come è successo ultimamente per l’assegnazione delle case popolari. I comitati di protesta sorti in questi ultimi tempi, tre in pochi mesi, sono un segnale preoccupante ed ancora una volta mette in evidenza la volontà autoritaria di questa Amministrazione Comunale che non ha certo privilegiato il confronto preventivo coi cittadini. Noi riteniamo che i cittadini vadano consultati prima di decidere ed a questo scopo prevediamo la costituzione di “forum deliberativi” per coinvolgere i cittadini interessati su questioni che li riguardano. I comitati sono il frutto del non ascolto da parte dell’Amministrazione Comunale e della volontà della stessa di imporre le proprie scelte, salvo, come sta avvenendo in questo periodo preelettorale, ritornare sulle proprie decisioni sotto la pressione di migliaia di cittadini, vedi il parcheggio delle Vigne e quello dell’Osservanza. La coesione sociale si mantiene giorno per giorno favorendo la partecipazione dei cittadini alla soluzione dei problemi. A cura di Bruno Benvenuti
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