Immigrazione

L’immigrazione di stranieri nel nostro comune ha raggiunto cifre importanti, infatti al 31 dicembre 2008 gli stranieri risultano essere 7.427, all’8% della popolazione complessiva con un incremento  rispetto al 2007 di 858 unità,  pari al 13%. Il fenomeno dell’immigrazione avendo raggiunto queste proporzioni, deve essere guidato ed indirizzato e non passivamente subito.

Coloro che intendono rimanere nel nostro paese devono dimostrare nei fatti la volontà di inserimento in un paese che ha una storia, delle tradizioni, una cultura e delle leggi che vanno rispettate dal momento stesso in cui entrano in questo paese e ne diventano cittadini.  Noi abbiamo bisogno di mano d’opera in determinati settori produttivi, ma questo non giustifica tollerare un’immigrazione di massa e in particolare di clandestini. L’accoglienza delle persone che vengono per lavorare è un dovere, ma non può farsene carico esclusivamente il servizio pubblico. Gli operatori che hanno bisogno di questa mano d’opera dovrebbero dotarsi di un servizio di foresteria per il loro alloggio ed il comune potrebbe agevolarli con norme urbanistiche particolari.

Un’attenzione particolare va riservata ai ricongiungimenti familiari che non possono gravare esclusivamente sulla collettività e avvenire da parte dell’immigrato, infatti può succedere che un immigrato con contratto a termine chieda il ricongiungimento familiare senza avere adeguate risorse economiche  per fare fronte alle nuove esigenze si rivolga ai  servizi sociali del comune chiedendo assistenza economica, alloggio ed altri servizi.

In questo periodo particolarmente difficile per il nostro paese, in cui anche i nostri concittadini  ricorrono sempre più numerosi all’aiuto delle strutture pubbliche, è necessario operare delle scelte anche difficili ma che salvaguardino i cesenati.

Grande importanza va data all’integrazione sociale degli immigrati per i quali deve essere chiaro che chi sceglie di diventare cittadino italiano deve rispettare le nostre tradizioni e le nostre leggi, deve imparare la nostra lingua, affinché non debba accadere che siamo noi a sentirci stranieri in patria. Si sono verificati anche nella nostra città episodi di immigrati che hanno ritirato i propri figli dalle scuole perché le classi sono formate da maschi e femmine; in un paese civile e moderno dove esiste la scuola  obbligatoria e gratuita per tutti  questi atteggiamenti sono semplicemente condannabili.

Vi sono altre esigenze che riguardano la sfera più privata che vengono avanzate da immigrati di fede Mussulmana, tutti hanno diritto di esprimere la loro fede e ritrovarsi in luoghi di preghiera; ma una cosa è il culto, altra cosa è il volere realizzare luoghi simbolo che possono aver significati diversi da luogo di preghiera.

La creazione di associazioni riservate esclusivamente a chi proviene da determinate nazioni non crediamo favorisca l’integrazione sociale; riteniamo, invece, che l’adesione ad associazioni già esistenti nel territorio possa servire ad integrarsi meglio nella società che si è scelta per il proprio futuro.

 

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